Unioncamere: 2,5milioni di lavoratori da sostituire nei prossimi 5 anni (3)

MILANO -

Le prospettive nel triennio 2022-2024

Nel triennio 2022-2024, dopo lo shock epidemico e il primo rimbalzo, si ipotizza che l’economia italiana potrà riprendere un percorso di crescita.

Nel complesso del triennio si stima una crescita dello stock nazionale di occupati di 456mila unità alla fine del 2024 rispetto al 2021. Nel dettaglio, l’aumento riguarderà per lo più i dipendenti privati, con una crescita determinata dall’espansione economica di quasi 355mila occupati (il 77% del totale),mentre per gli indipendenti si prevede un incremento di 80mila unità e per il comparto pubblico di 21mila lavoratori.

Se si considera anche la replacement demand, stimata per oltre 1,4 milioni nel triennio, il fabbisogno occupazionale previsto si avvicina a 1,9 milioni per gli anni 2022-2024. Si evidenzia per i dipendenti pubblici, caratterizzati in media da una maggiore anzianità, una quota di replacement demand stimata intorno al 94% del totale fabbisogno, a fronte dell’83% per gli indipendenti e del 67% dei dipendenti privati.

L’analisi a livello settoriale indica che “commercio e turismo” - con una richiesta di quasi 425mila unità - sarà la principale filiera per fabbisogno di occupati nel triennio, e a seguire si collocano gli “altri servizi pubblici e privati” e “salute”, con una domanda di 260mila professionisti ciascuno, e “formazione e cultura”, che avrà bisogno di 200mila unità nel triennio.

In particolare, si prevede che solo nella filiera dell’”informatica e telecomunicazioni” la replacement demand rappresenterà meno del 50% del fabbisogno del triennio, essendo prevista una ulteriore accelerazione della trasformazione digitale proprio per le conseguenze economiche della crisi sanitaria. Un rilevante ostacolo alla crescita di questa filiera sarà però rappresentata dall’elevata difficoltà di reperimento di molte delle figure richieste.

(Fonte: UNIOCAMERE)

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