Uil: le conseguenze della crisi sanitaria sul mercato del lavoro

MILANO -

L'associazione sindacale Uil ha recentemente pubblicato un documento realizzato elaborando i dati dell'INPS, del Ministero del Lavoro e ISTAT, riguardo le conseguenze della crisi sanitaria sul mercato del lavoro.

Secondo il sindacato il Paese si trova di fronte a una crisi paragonabile a quella del 2008, ma ipotizza che gli ammortizzatori sociali, la neo reintrodotta cassa in deroga e gli strumenti di sostegno al reddito creati dalla bilateralità, riusciranno ad arginare la crisi occupazionale.
Dai dati di maggio sulla cassa integrazione, emerge che le ore autorizzate con causale “emergenza sanitaria Covid-19” sono state nel bimestre aprile-maggio 2020 pari a circa 1,7 miliardi. Ciò significa, secondo Uil, aver salvaguardato 5 milioni di posti di lavoro.
Per quanto riguarda l'occupazione, il calo è stato contenuto a - 0,2% grazie al blocco dei licenziamenti per giustificato motivo e la durata della cassa integrazione. Tuttavia, come sottolineano i sindacati, la cassa integrazione terminerà prima della fine del blocco dei licenziamenti (17 agosto) e la situazione dei lavoratori diventerà a quel punto incerta.

Il documento Uil si occupa inoltre delle mancate proroghe dei contratti di lavoratrici e lavoratori con contratti a tempo determinato, anche in somministrazione, per i quali il DL Rilancio ha previsto delle deroghe alla normativa vigente.
L'INPS riporta che durante il lockdown sono andate perse 200 mila attivazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato e 120 mila attivazioni di rapporti di somministrazione a tempo determinato.

A tal proposito il documento Uil spiega: “La riduzione di questi contratti già presente a seguito della impossibile applicazione delle causali introdotte dal Decreto Dignità, oggi è maggiormente evidente con l’attuale crisi in atto. Sarà importante, come più volte richiesto dalle Organizzazioni Sindacali, che il tema delle causali venga definitivamente demandato alla contrattazione collettiva e che, da subito, si liberalizzino le causali fino a fine anno per aiutare a rimettere in moto un mercato del lavoro profondamente in sofferenza”.

RED
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