Sospeso il Patto di Stabilità e Crescita: cosa vuol dire?

MILANO -

La crisi che questo coronavirus ha portato in Italia e nel mondo è cominciata producendo una massa di opinionisti che nulla hanno a che fare con il mondo dell’economia e della finanza. Le soluzioni più assurde che girano sul web sono l’uscita dell’Italia dall’Euro per cominciare a stampare di nuovo le Lire e l’arrivo di potenze straniere extraeuropee che ci salveranno.

L’unica cosa sensata che è stata affermata è quella pronunciata dal presidente dell’Unione Europea, Ursula Gertrud Von der Leyen, dove ha richiamato il principio che l’unione fa la forza. Le sue parole sono state: «Quello che tutti abbiamo capito è che nessuno Stato membro può fronteggiare questa minaccia da solo, dobbiamo lavorare insieme e aiutarci reciprocamente. Il virus non ha confini e l’Unione Europea è più forte quando mostriamo piena solidarietà: questo è quello che voglio trasmettere agli italiani, non solo a parole, lo dimostreremo anche con i fatti».

Ed è così che la Commissione UE ha rotto gli indugi ed ha attivato per la prima volta nella storia la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità, quella prevista in caso di “eventi inusuali fuori dal controllo degli Stati membri” o “in periodi di severa recessione per l’Eurozona o l’intera UE”.

In sintesi, vorrà dire che i governi potranno «pompare nel sistema denaro finché serve», ha detto, spiegando che «il lockdown è necessario ma rallenta severamente l’attività economica». Ha anche aggiunto che i «governi possono dare i soldi che servono a ristoranti, negozi, imprese piccole e medie». Ogni singola impresa, stando alla nuova regolamentazione temporanea, potrà ricevere aiuti fino a 800 mila euro per far fronte alle urgenti esigenze di liquidità: il tetto è stato ulteriormente alzato rispetto ai 500 mila annunciati solo quattro giorni fa.

Stando a quanto dichiarano da Bruxelles, il quadro temporaneo consente ai 26 Stati membri di garantire che sia disponibile liquidità sufficiente per le imprese di ogni tipo e di preservare la continuità dell’attività economica durante e dopo lo scoppio dell’epidemia.

Un altro aiuto consentirà agli Stati di fornire garanzie alle banche perché continuino a fornire prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Poi ci saranno i prestiti pubblici sovvenzionati alle imprese. E poi ci saranno quelli alle banche, ovvero salvaguardie per le banche che convogliano gli aiuti di Stato all’economia reale.


Alessandro Isgrò

Advisor finanziario

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