Riccardo Andriolo, Athena Professionisti e Consulenti Associati: Fondo solidarietà prima casa anche per gli autonomi (2)

MILANO -

In assenza di diverse previsioni normative si deve ritenere che l’oggetto delle agevolazioni relative all’attuazione del Fondo di solidarietà mutui prima casa previsto nel Decreto Cura Italia sia sostanzialmente quello previsto originariamente dalla Legge Finanziaria 2008.

Il Fondo rimborserà alla banca mutuante gli oneri finanziari pari alla quota interessi delle rate per le quali ha effetto la sospensione del pagamento da parte del mutuatario, corrispondente esclusivamente al parametro di riferimento del tasso di interesse applicato ai mutui e - pertanto - al netto della componente di maggiorazione (spread) sommata a tale parametro.

Il Decreto Cura Italia non fornisce indicazioni circa le modalità di presentazione della domanda. Si deve pertanto ritenere che il lavoratore autonomo e i liberi professionisti possano utilizzare il modulo di richiesta originariamente previsto per i soli lavoratori dipendenti. Sul punto, tuttavia, sarebbe opportuna una conferma da parte del Gestore e/o dell’Autorità governativa.

Va tuttavia sottolineato che, a differenza dei dipendenti, nel caso di lavoratori autonomi e liberi professionisti, per l’accesso al Fondo:

·       è richiesta la presentazione dell’autocertificazione attestante la riduzione (superiore al 33%) del fatturato rispetto al quarto trimestre 20019. Certificazione che, in assenza di indicazioni, si deve presumere che possa essere fornita in forma libera purché attesti la cennata riduzione di fatturato a causa della chiusura o della riduzione dell’attività per le disposizioni legate all’emergenza coronavirus;

·       non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

Il Decreto Cura Italia non prevede specifiche cause di revoca delle agevolazioni. Si deve quindi ritenere che siano quelle previste dall’articolo 7 del Regolamento con la necessità, tuttavia, di tener conto delle peculiarità tipiche dalla fattispecie in parola.

Pertanto, la revoca delle agevolazioni interverrà nei casi in cui risulti la concessione delle agevolazioni è stata determinata da dichiarazioni mendaci o false attestazioni anche documentali effettuate dal beneficiario. Non rappresenta causa di esclusione, ovviamente, la causa legata a dichiarazioni mendace dell’ISEE mentre, pur in assenza di una espressa previsione, si deve ritenere che integri causa di revoca la dichiarazione mendace in merito alla riduzione del fatturato. Sul punto tuttavia, sarebbe opportuno una conferma

Quanto alle conseguenze, si ritiene che siano applicabili tout court la previsione secondo cui «la revoca dell'agevolazione comporta per il beneficiario l'obbligo di rimborsare al Fondo, entro i termini fissati dal provvedimento di revoca, la somma corrisposta alla banca, rivalutata secondo gli indici ufficiali ISTAT di inflazione in rapporto ai «prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati», oltre agli interessi corrispettivi al tasso legale».

Con riferimento agli aspetti quantitativi, il Decreto Cura Italia modifica il comma 478 della Legge Finanziaria 2008 con impatti anche sui lavoratori dipendenti. In particolare, il richiamato comma viene sostituito dal seguente: «Nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o finanziari, il Fondo istituito dal comma 475, su richiesta del mutuatario che intende avvalersi della facoltà prevista dal comma 476, presentata per il tramite dell'intermediario medesimo, provvede, al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione».

Riccardo Andriolo

Senior Partner Athena Professionisti e Consulenti Associati

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