Rapporto Uil del Lario: cassa integrazione +761%, a rischio 21.000 posti di lavoro

MILANO -

Il 5° Rapporto dell'associazione sindacale Uil del Lario sulla cassa integrazione nelle province di Como e Lecco da gennaio a maggio 2020, fotografa una situazione economica e sociale preoccupante a causa dei numerosi posti di lavoro a rischio.

Il rapporto evidenzia che a Como, tra gennaio e maggio 2020, 21.539 i lavoratori sono stati messi in cassa integrazione (+761,2% rispetto all'anno scorso). Nel mese di maggio, grazie allo sblocco del lockdown, la domanda è diminuita del 58% ma, come si legge nella nota della Uil del Lario, resta molto alta e ciò significa che la ripresa delle attività è solo parziale.

Fra i settori più colpiti ci sono il comparto tessile e metalmeccanico che registrano un aumento delle ore di cassa integrazione rispettivamente +304% e +615% rispetto allo stesso periodo nel 2019.

Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario, sottolinea che "È bene che si preveda un’estensione della durata degli ammortizzatori sociali oltre a quella già prevista di ottobre 2020 come è necessario prevedere il prolungamento del divieto ai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo da parte delle aziende".

Tuttavia, queste misure potrebbero non essere sufficienti a garantire una ripresa della produzione. Secondo Montefuro è necessario un piano di investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, in servizi pubblici per rilanciare la domanda interna e, infine, sarà fondamentale essere sufficientemente competitivi per cogliere le opportunità finanziarie ed economiche che saranno messe in campo dall’Unione europea.

RED
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