Professionisti: compenso garantito in caso di rinuncia ai fondi europei

MILANO -

Con l'ordinanza 18031/20, pubblicata il 28 agosto dalla seconda sezione civile della Cassazione, è stato accolto il ricorso di un professionista, architetto, che chiedeva al Comune 2,3 milioni di compenso per quattro progetti per i quali si stavano utilizzando i contributi Fesr (fondo europeo per le infrastrutture).

Una prima sentenza aveva condannato il professionista a restituire all'amministrazione locale oltre 63mila euro già acquisiti in quanto il Comune aveva rinunciato al contributo europeo .

Tuttavia, secondo la Corte di Cassazione il professionista deve essere pagato anche se il Comune decide di rinunciare ai fondi comunitari: l’erogazione del finanziamento è infatti, secondo la suprema corte, condizione sufficiente per far sì che al professionista venga garantito il compenso. 

RED
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