Prestiti garantiti e Finanziamenti delle Banche: guardare oltre le apparenze per costruire le PMI del futuro

MILANO -

Le domande al Fondo di Garanzia hanno già superato quota 300 mila, con circa 5,6 miliardi di euro dedicati ai tagli fino a 25 mila euro (protetti al 100%) e 14 miliardi di euro se includiamo anche le richieste di importo superiore. Anche il Presidente Conte dice alle banche di "fare di più"; ma qual è lo scenario che attende le PMI che vogliono accedere ai finanziamenti bancari con garanzia dello Stato nelle prossime settimane?

Dividerei il ragionamento tra finanziamenti fino a € 30.000, con garanzia dello Stato al 100%, e finanziamenti fino a € 800.000 con garanzia statale fino al 90%.

Attualmente il Parlamento sta lavorando per apportare delle modifiche importantissime al DCPM 8 aprile 2020 n. 23 affinchè diventi definitivamente legge.

a)    aumentare la soglia per i finanziamenti concessi con garanzia al 100% da € 25.000 a 30.000;

b)    allungare la durata del rimborso da 6 a 10 anni e, per i finanziamenti fino a € 800.000, arrivare fino a 30 anni:

c)    accettare delle autocertificazioni per velocizzare l’iter di concessione dei prestiti e sgravare gli istituti di credito dalle verifiche di merito creditizio

Oltre il 95% delle domande presentate riguarda la richiesta della garanzia pubblica per accendere finanziamenti destinati ad attivare le misure d'emergenza previste dai decreti “Cura Italia” e “Liquidità”. Anche l’Abi (l’Associazione Bancaria Italiana) ha sottolineato come la crescita sia in progressione e ha ringraziato per l'impegno, anche nei giorni festivi, dei lavoratori e delle Banche associate.

Ma le imprese chi devono ringraziare?

Nella realtà del momento non tutti i soggetti coinvolti saranno interessati a ricevere i prestiti garantiti per l'importo massimo consentito, in considerazione anche del fatto che poi questi prestiti dovranno essere ripagati in sei anni. Dall'altro lato, le banche concederanno prestiti sicure di essere garantite molto ampiamente o totalmente dallo Stato, solo dopo approfondite istruttorie per quelle Imprese con un “adeguato” merito di credito che si traduce con una sola parola: RATING!

Per questo motivo credo che dopo questo primo momento di spinta emozionale di accesso ai finanziamenti con garanzia pubblica, si avrà un forte ridimensionamento del livello massimo di garanzie che potrebbe essere richiesto e il conseguente impegno finanziario a carico del bilancio dello Stato nei prossimi anni.

Insomma, non riuscendo a legare le esigenze di tutti in base agli impegni assunti, si genereranno “risparmi” rispetto ai 400 miliardi messi a disposizione sotto forma di prestiti del sistema Banche con il c.d. “Liquidità Italia”.

Da più parti si stima che saranno non più di 2 - 2,5 milioni le imprese che beneficeranno delle garanzie statali per accedere ai finanziamenti delle Banche. Perché tutto ciò?

A nostro parere il fattore limitante è rappresentato dal “percorso da seguire per le imprese” e non dalle “risorse” a cui far riferimento. Le Banche non seguono una procedura condivisa ed i clienti presentano documenti parziali ed in alcuni casi poco rappresentativi (es. quasi mai viene presentato un Business Plan, dei contratti, qualcosa per dimostrare che la PMI può avere un futuro e guadagnare, certo con il ritorno alla “nuova normalità” … per rimborsare il prestito che gli sarà concesso).  Questo è forse il gap da superare, anzi ne siamo convinti!

Dicevamo delle modifiche che sono state avanzate e che, in gran parte, saranno adottate dal NUOVO DECRETO LIQUIDITA’ ITALIA:

1 – limitare la responsabilità degli impiegati allo sportello bancario;

2 – il soggetto che eroga il finanziamento non è tenuto a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato dal cliente PMI, quindi …

mentre le banche e il Medio Credito Centrale proseguono il lavoro di disbrigo delle pratiche per mettere a punto le procedure, le Commissioni “Finanze” e “Attività produttive” della Camera stanno mettendo a punto le modifiche.

Le più importanti saranno:

3 - innalzare da 25 a 30.000 euro i prestiti per le Pmi garantiti al 100% dallo Stato, e di aumentare il periodo di rimborso da 6 a 10 anni";

4 - con una semplice richiesta, la misura riguarderà anche coloro che hanno già beneficato dei primi € 25,000;

5 – per i prestiti garantiti dallo Stato al 90%, la durata sarà allungata "fino a 30 anni", che può diventare 100% con il contributo dei Confidi.

6 – infine, e direi finalmente, è stato definito il modello della nuova “DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA” per le richieste di nuovi finanziamenti, limitata a sei informazioni rese sotto la propria responsabilità da chi richiede il prestito. Un modo efficace per tagliare i tempi e sgravare da responsabilità di controllo gli istituti di credito.

Tramite la dichiarazione sostitutiva il titolare dell'impresa dichiara che l'attività è stata interrotta per l'emergenza Covid-19, che i dati forniti sono veritieri e completi, che il finanziamento coperto dalla garanzia è richiesto per sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che sono localizzati in Italia, che non sia oggetto di provvedimenti cautelari; che non abbia una condanna definitiva per evasione fiscale.

Tra le novità emerge che il titolare o il rappresentante dell'impresa deve dichiarare di essere consapevole che i finanziamenti saranno accreditati esclusivamente su un  conto corrente dedicato. Non mancheranno accertamenti e controlli, com’è giusto che sia, e si confermano gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio. È infine istituito un helpdesk dedicato presso Bankitalia; una sorta di “cahier de doléances” dove si potranno avanzare lamentele e segnalazioni di comportamenti non attinenti le norme.

CI siamo, l’Italia può ripartire. Il futuro è iniziato e le PMI devono pensare al loro futuro programmando nuove forme di sviluppo, prodotti e processi legati ai nuovi bisogni, anche rafforzando la propria struttura economica e patrimoniale.

Ci sono le reti, ci sono i consorzi e, ora più che mai, si deve puntare sulla “reputation” dell’impresa. Le informazioni devono fluire reali, corrette e rapide. In questo modo le Banche confermeranno il loro appoggio e garantiranno il nuovo sviluppo che le PMI, le famiglie e tutta l’Italia si attende, anche perché – è il caso di ribadirlo - un “Sistema Paese” complesso come il nostro è l’unico al mondo che può contare su 3.000 miliardi di liquidità privata depositata presso Poste, Banche e altri Intermediari.

Andrea Pausini

Consulente d’Impresa - Studio Twins Consulting

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