L’OCSE ci avverte: “nel 2050 in Italia più pensionati che lavoratori”.

MILANO -

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ci ha avvertiti “entro il 2050 in Italia ci saranno più pensionati che lavoratori”. Così riporta lo studio dell’Organizzazione che ha preso in esame il mercato del lavoro nel nostro Paese e l’attuale sistema previdenziale.

Certo, considerando l’aumento dell’età media, il calo demografico e una economia che non dà segni di ripresa c’è da crederci, ed è per questo che proprio l’OCSE invita i governi italiani a «maggiori e migliori opportunità di lavoro in età avanzata per proteggere gli standard di vita e la sostenibilità delle finanze pubbliche».

E mentre i dati sul PIL resti noti dall’ISTAT fanno registrare una fase sostanzialmente di fermo (la variazione è dello 0,1% su base annua),quelli relativi alla disoccupazione sono a dir poco tragici, con una percentuale che è salita fino al 9,9% (+0,1% rispetto al mese di giugno),dato che fa posizionare l’Italia al terzo posto in Europa per tasso di disoccupazione più alto dopo Grecia e Spagna (e ben lontana da altri Paesi come la Repubblica Ceca, la Germania e la Polonia che registrano, rispettivamente, percentuali del 2,1%, 3% e 3,3% - dati Eurostat sul mercato del lavoro).

In Italia, in totale, i disoccupati sono circa 2miioni e mezzo e sono diminuiti di oltre 120mila unità rispetto all’anno scorso. Una buona notizia ancora troppo debole e per nulla significativa rispetto all’andamento socio-economico del nostro Paese.

RED
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