Industria crocieristica in crisi: a rischio un settore con 120mila posti di lavoro

MILANO -

L’emergenza sanitaria ha colpito gravemente il settore dell’industria croceristica, entrato in crisi con lo scoppio dell’epidemia e potrebbe essere impossibile riprendere l’attività fino a quando l’epidemia non verrà debellata, tanto che una delle compagnie più importanti a livello mondiale, la Norwegian Cruise Line, rischia il fallimento.

Nonostante la grande maggioranza dell’industria cantieristica sia legata proprio a questo comparto, il Governo non ha preso provvedimenti concreti a sostegno del settore. A tal proposito il presidente di Federlogistica-Conftrasporto, Luigi Merlo, sottolinea che “Non ci sono sostegni dal ministero del Turismo e neppure da quello dei Trasporti, ma gli interventi sono necessari per salvare un settore che occupa 120.000 posti".

Quest’anno in Italia sarebbero dovuti arrivare 13 milioni di passeggeri grazie alle navi da crociera e, a causa della loro assenza, le economie di alcune città che vivono di questo tipo di turismo, come ad esempio Civitavecchia, oggi sono al collasso.

È fondamentale quindi garantire sostegno al settore per le costruzioni navali, prevedere misure a supporto del turismo crocieristico e istituire un tavolo con i Ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico per pianificare la ripartenza del settore. Per quanto riguarda la ripartenza, le compagnie si stanno organizzando con significativi investimenti per garantire crociere sicure e innovative, ma è necessario un protocollo condiviso per il riavvio delle attività.

RED
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