Industria 4.0: produzione più flessibile e rilancio degli incentivi

MILANO -

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano, la flessibilità della produzione è il più grande vantaggio del piano industria 4.0 secondo la metà delle imprese con progetti attivi. Il 38% delle imprese attive da più di un anno ha aumentato la produttività, il 34% ha ridotto i tempi di progettazione e 1 su 3 ha sviluppato progetti innovativi, oltre a ridurre le spese di manutenzione e di stock.

Rilanciare gli incentivi mirati allo sviluppo dell’industria 4.0 è sicuramente un modo per fronteggiare l'emergenza sanitaria di questi giorni. Con questi incentivi sono già stati supportati ben 881 progetti appartenenti a tutti i settori produttivi: il 22% nel comparto automobilistico, il 15% nella produzione di macchine utensili e per la lavorazione di legno, carta, plastica e metallo, il 10% nella metalmeccanica e il 7% nel settore elettrico ed elettronico. Il rimanente 46% dei progetti è altrettanto vario: si passa dalla chimica all'alimentare, dall'edilizia all'abbigliamento.

In Italia il pacchetto incentivi nasce con il Piano nazionale 2017/2020 che ha subìto varie modifiche fino all’approvazione del Piano 2020/2022 "Transizione 4.0", che semplifica l'azione amministrativa, estende il credito di imposta e rinnova alcune condizioni di accesso al credito stesso. Tra i punti critici c’è invece la perdita di centralità del tema digitale.

Nel 2018 il mercato dei progetti Industria 4.0 ha registrato un aumento del 35% rispetto all’anno precedente per un valore di 3,2 miliardi di euro. Le tecnologie più diffuse sono l’industrial IoT (lavorazioni relative alla componentistica per connettere i macchinari alla rete),seguita dall'industria analytics (cresciuta del 30%) e dal cloud manufacturing (cresciuta del 35%).

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