Indagine “Coronavirus e Ristorazione”: il 66% dei ristoratori è convinto che la situazione non migliorerà presto

MILANO -

S.Pellegrino e Acqua Panna hanno recentemente promosso una ricerca, condotta su un campione di oltre 10.500 soggetti intervistati in tutto il mondo, su come sono cambiate le abitudini delle persone durante i mesi di emergenza sanitaria sia per quanto riguarda il cibo, che per quanto riguarda la situazione lavorativa nell’ambito della ristorazione.

Dall’indagine sono emerse le difficoltà e le principali preoccupazioni relative al futuro dell’industria della ristorazione: il 66% dei professionisti italiani intervistati (un campione di oltre 1.500 soggetti) sono convinti che la situazione economica negativa potrebbe ulteriormente inasprirsi nei prossimi mesi.

Fra coloro che non avevano rapporti di lavoro stabili nel periodo pre-crisi, poco più della metà (il 56%) in Italia ha perso il lavoro, mentre l’80% di coloro che sono regolarmente impiegati nel settore della ristorazione temono di perdere il proprio lavoro a causa della crisi economica che potrebbe aggravarsi col passare dei mesi.

L’Italia, come tanti altri Paesi, ha visto crescere i servizi di food delivery durante il lockdown: un quarto dei consumatori dichiara di avere utilizzato servizi di delivery durante il lockdown e il 33% di averlo utilizzato più spesso che in precedenza. Allo stesso tempo il 60% degli intervistati afferma di avere migliorato la propria abilità in cucina, ma nonostante ciò al 40% dei consumatori mancano i pranzi e le cene al ristorante soprattutto in quanto momenti di socialità.

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