In aumento del 5,8% il traffico aereo in Italia

MILANO -

Il 2018 ha visto la conferma della crescita del traffico aereo nel nostro Paese: +5,8% rispetto al 2017 arrivando ad avere 184.810.849 passeggeri negli scali nazionali. L’aeroporto principale si conferma quello di Roma Fiumicino registrando quasi 43 milioni, con una crescita del 5% e con la quota del 23,2% del totale del traffico. Questi alcuni dati che emergono dal Rapporto e bilancio sociale 2018 dell'Enac presentato al Senato, dal quale emerge come Ryanair sia la prima compagnia per i voli internazionali, mentre Alitalia si consolida nella prima posizione per quelli nazionali. Prosegue il costante l’impegno dell’ENAC riguardo la tutela dei passeggeri, in qualità di Organismo responsabile della tutela dei diritti dei Passeggeri in caso di negato imbarco, cancellazione o ritardo prolungato del volo. Nel 2018 l’ENAC ha ricevuto 5.867 reclami di mancato rispetto del regolamento europeo 261 del 2004. Ha avviato 81 sanzioni a compagnie aeree per un importo di 262.867 Euro. "Il sistema aeroportuale nazionale, così come in altri Paesi, è stato caratterizzato da una spiccata dinamicità che lo ha reso uno dei settori a migliori performance, nonostante la crisi degli ultimi anni”, ha detto il presidente di Enac, Nicola Zaccheo.

Su scala europea, in accordo con le previsioni Eurocontrol pubblicate nel 2018, si stima, sulla base dello scenario ritenuto maggiormente attendibile, una crescita del traffico aereo nel 2040 del 53% rispetto ai dati registrati nel 2017. Poiché tale incremento di voli genererà circa quattro milioni di movimenti in più (arrivi e partenze) sulle piste di volo europee - ha aggiunto - si delineerà uno scenario di forte squilibrio tra la domanda di traffico e la capacità delle infrastrutture aeroportuali in quanto i venti maggiori aeroporti europei sono, attualmente, dimensionati per gestire circa due milioni di movimenti in più. Pertanto, senza un radicale cambio di passo nella programmazione della capacità aeroportuale su scala continentale, da qui al 2040, circa 160 milioni di passeggeri rischieranno di non poter essere processati presso gli scali europei”, ha concluso.

(Fonte: ITALPRESS)

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