Formazione 4.0: come ottenere il credito d’imposta

MILANO -

La normativa vigente stabilisce che tutte le imprese italiane sono considerate ammissibili alla Formazione 4.0 e alle connesse agevolazioni tributarie, ma sussistono delle eccezioni.

Infatti, sono escluse dal beneficio fiscale solo quelle società classificate in difficoltà (art. 2, punto 18, Regolamento UE n. 651/2014) e quelle destinatarie di sanzioni interdittive (art. 9, comma 2, del D.Lgs. n. 231/2001). Inoltre, non potranno usufruire del credito d’imposta le aziende che non risultino in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

È importante sottolineare che il credito di imposta, fino a 300.000 euro per le piccole imprese e fino a 250.000 euro per le medie e grandi imprese, viene maturato con l’asseverazione delle spese di formazione considerate ammissibili per formare il proprio personale dipendente in aula, on the job, in modalità e-learning. Va precisato che il credito d’imposta connesso con la Formazione 4.0 per il corrente anno può essere generato fino e non oltre il 31 dicembre 2020.

Per misurare il credito d’imposta spettante è necessario conteggiare il costo orario lordo pagato per ogni dipendente impegnato a formarsi, calcolare la sommatoria delle ore di formazione e moltiplicarla per la percentuale assegnata alle diverse fasce dimensionali delle imprese italiane.

Il legislatore ha previsto che le verifiche che verranno svolte dalle Pubbliche Autorità riguarderanno la relazione illustrante le modalità organizzative ed i contenuti delle attività di formazione svolte, la documentazione contabile e amministrativa utile per dimostrare il corretto godimento del credito d’imposta ed i registri del personale dipendente che ha effettuato la formazione, puntualmente sottoscritti sia dagli stessi dipendenti, sia dai docenti interni o esterni.

Va, inoltre, precisato che la Legge di Bilancio 2020 impedisce alle imprese di cedere o trasferire il credito d’imposta, vietandolo anche all’interno del consolidato fiscale. Altra novità è che dal 2020 viene eliminato l’obbligo di sottoscrizione di contratti collettivi aziendali o territoriali da depositare telematicamente presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

La vecchia procedura verrà sostituita con una comunicazione da inviare al Ministero dello Sviluppo Economico, che a breve dovrebbe pubblicare uno specifico decreto direttoriale stabilente il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio delle comunicazioni.

Angelo Paletta

Docente di Management e Innovation Manager

Angelo Paletta
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