Crisi post Covid: le imprese femminili si dimostrano più resilienti

MILANO -

Lo scorso mese di maggio, Facebook, World Bank e OCSE hanno lanciato l’indagine “Future of Business” per capire come le Pmi attive su Facebook sono state colpite dalla crisi sanitaria. Dai dati emersi risulta che in Italia, circa un’impresa su sei (16%) è stata costretta a chiudere, il 76% ha riportato una diminuzione delle vendite e il 31% si è visto costretto a ridurre il numero dei dipendenti.

Durante il lockdown è cresciuta l’importanza del digitale e soprattutto le piccole imprese hanno dovuto affidarsi alla tecnologia per raggiungere i loro clienti: ben il 37% delle imprese che hanno partecipato alla survey hanno infatti affermato che più di un quarto delle vendite sono state effettuate online negli ultimi mesi.

Per quanto riguarda gli acquisti in rete, la ricerca commissionata da American Express a Nielsen Media Italia mostra che poco meno della metà (46%) delle Pmi italiane hanno sfruttato la tecnologia per mantenere aperte le proprie attività. Il 50% degli esercenti ha fatturato oltre il 40% del totale grazie alle vendite online, complici le nuove abitudini degli italiani sempre più propensi a comprare a distanza e da piccole o medie realtà.

Un dato interessante che emerge dallo studio è che le attività femminili hanno reagito meglio alla crisi. Le imprese "rosa" rimaste in attività nonostante la crisi sono infatti più di quelle maschili (86% vs 83%) e questa differenza è da imputare soprattutto alla migliore padronanza degli strumenti digitali per supportare le vendite.

RED
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