Covid-19: un "Nuovo Virus" tra Luci ed Ombre!

MILANO -

Italiani. Riconosciuti in tutto il mondo per la loro affabilità, gestualità, per le strette di mano calorose, gli abbracci e i baci, adesso siamo anche riconosciuti universalmente per essere fra quelli che, più di ogni altro, hanno diffuso il coronavirus nel mondo.  E mentre i mass media alternano proclami d’allarme e inni di speranza, vale la pena fare chiarezza con chi ha il titolo per poter parlare della situazione che stiamo vivendo con cognizione di causa e in modo, finalmente, oggettivo.

Il Prof. Bruno Gentile, Capo Dipartimento Salute ASSO, Clinico Preventore, Dirigente Medico ASL NA1 Centro e Consulente Scientifico Regione Campania, ci offre quindi indicazioni e spunti per comprendere il momento e mettere in atto comportamenti idonei a tutelarci.

“C’è stata fin dall’inizio una grande distorsione dell’informazione e le istituzioni, complici gli organi di stampa, non sono stati in grado sin da subito di gestire la comunicazione. Del resto, anche la comunità scientifica si è dimostrata impreparata di fronte a questo virus, giovane e di cui si sa poco. L’errore più grossolano? Nell’era della globalizzazione pensare che il problema fosse circoscritto alla Cina, quindi “lontano”, e sottostimarlo, salvo poi intervenire in modo scoordinato alimentando lo stato di incertezza e inducendo anche ad atteggiamenti antirazziali.  E’ evidente che i fatti della salute si riflettono anche nella dimensione economica e sociale ed è per questo che, invece di creare divisioni, occorre ancora di più interpretare questa emergenza in chiave “olistica” e concepire la salute non solo che fatto fisico ma anche economico.

A mio avviso uno dei grandi errori fatti è quello di omologare il Covid-19 all’influenza. I coronavirus si conoscono già da molti anni (pensiamo alla SARS o alla MERS) ma questo virus è decisamente nuovo ed è molto più simile alla SARS che all’influenza.

Errato anche dire che è più contagioso dell’influenza. Siamo noi che, nel tempo, abbiamo sviluppato un abito immunologico per il virus influenzale e quindi degli anticorpi che ci proteggono.  Anticorpi che non abbiamo per niente per il Covid-19 ed è per questo che il virus risulta più aggressivo rispetto all’influenza e si manifesta con una polmonite virale primaria.

C’è tuttavia da dire che le complicanze attualmente rilevate sono decisamente limitate e che nell’85% ed oltre dei casi il decorso della malattia ha esito favorevole. Quello che secondo me è da rilevare è la paura, che si ingenera nelle persone, della necessità dell’isolamento, della quarantena. L’isolamento fa quasi più paura della malattia e la quarantena ha effetti sociali importanti: siamo esseri che vivono di relazioni e il timore che il nostro interlocutori sia portatore di contagio ci frena.

Questo è un altro errore. Dobbiamo pensare ed impostare il nostro modello di vita dei prossimi mesi tenendo conto di importanti misure di sicurezza, ma non chiuderci.

Anche le imprese possono essere un sistema aperto, rivedendo la propria “vita sociale” e strutturandosi per poter accogliere comunque i lavoratori. Contenimento e isolamento sono la strada migliore – e forse unica – per uscire dall’emergenza che stiamo vivendo ma ritengo ciò sia fattibile in modo ordinato e responsabile, anche senza dover necessariamente chiudere le aziende.

Siamo passati in pochi giorni dalla troppa calma al temere il peggio e il collasso del sistema sanitario non è eticamente accettabile. Per questo è fondamentale l’impegno di ciascun cittadino a rivedere il proprio modello di vita, almeno in questo periodo. E’ notizia di questi giorni che molti fra politici, amministratori pubblici e forze dell’ordine, sono risultati positivi al contagio. Vedere come affrontano con serenità e positività l’isolamento e la quarantena deve farci pensare che con senso di responsabilità e con la giusta fermezza siamo in grado di contenere l’espandersi del contagio.

E se in diversi già invocano una nuova catarsi, la comunità scientifica è al lavoro e non si esclude che già nelle prossime settimane possano essere messi in sperimentazione farmaci idonei a combattere il Covid-19.

Il messaggio che ritengo di dover dare a tutti, specialmente a imprenditori e professionisti, è quello di rispettare le regole di contenimento e isolamento e cambiare il nostro modello di vita e lavoro, ma senza bloccarsi.  I ricercatori ed i medici stanno dando il 100% per trovare soluzioni scientifiche adeguate: a tutti noi l’onere di mantenerci sani per sostenere la nostra economia”.

Paola Bonfanti
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