Coronavirus: Italia 25 Germania 550

MILANO -

Se fosse una partita di calcio il risultato catastrofico sarebbe questo: Italia 25 Germania 550.  Invece non si tratta di goal ma dei miliardi che i due Governi stanno stanziando in queste ore a favore di imprese e professionisti per evitare il collasso delle rispettive economie per contrastare gli impatti del coronavirus Covid-19.

La sproporzione dell’impegno politico e dei mezzi finanziari messi in campo non necessita di commenti. Se vogliamo evidenziare una differenza di forma è che l’Italia ha presentato una lettera due settimane fa alla Commissione Europea dove ha richiesto di potersi indebitare, in deroga al Patto di Stabilità e al Fiscal Compact, fino a 25 miliardi di euro. La Germania ha presentato questa richiesta? Pare di no. Venerdì 13 marzo il Governo tedesco ha indetto una conferenza stampa e ha comunicato unilateralmente di stanziare 550 miliardi per professionisti e imprese. La Cancelliera Angela Merkel ha precisato che se poi dovessero servire maggiori risorse le aziende teutoniche possono beneficiare di «crediti illimitati». Ancora una volta il motto nazionale “Deutschland Über Alles” (ossia “la Germania sopra tutto”) è più importante delle tante regole comunitarie che hanno valore di trattati internazionali, ma è chi governa che poi realmente decide cosa fare e come farlo.

In Italia abbiamo preso sul serio il problema sanitario, ma non capiamo altrettanto bene quello economico finanziario che si sta materializzando. Da Palazzo Chigi le misure adottabili a sostegno dell’economia reale possono essere davvero tante. Una tra queste sarebbe quella di pagare immediatamente i 53 miliardi di euro di debiti certificati della Pubblica Amministrazione impegnando il Ministero dell’Economia e delle Finanze a fare i mandati di pagamento delle fatture certificate dei fornitori che hanno già espletato le procedure burocratiche e superato tutti i controlli previsti.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di sbloccare con deroghe al Codice dei Contratti Pubblici i circa 100 miliardi di appalti bloccati dai mille cavilli dell’inefficiente burocrazia italiana. Tuttavia, se il Presidente Giuseppe Conte non varerà in tempi stretti un più ampio piano di sostegno all’economia che sia rapidamente spendibile a favore di imprese e professionisti, è prevedibile che superata l’emergenza sanitaria troveremo un disastro economico. E tutelare la ripartenza del fragilissimo “sistema Italia” non è facile come accendere e spegnere un interruttore: servono oltre 140 miliardi di risorse indirizzate a tutti gli operatori economici, senza favoritismi. Ossia, serve in breve tempo iniettare risorse pari ad un dodicesimo del PIL dello scorso anno per non registrare fallimenti ad effetto domino.

La mossa di Berlino consentirà alle aziende tedesche finanziate con risorse illimitate di comprare i pochi ultimi gioielli italiani rimasti nella Penisola o, peggio ancora, di acquistare e subito togliere dal mercato le nostre migliori imprese loro competitor. L’Italia è classificata la seconda manifattura d’Europa dietro Germania e Francia: fra qualche mese dopo la crisi pandemica il nostro tessuto produttivo sarà ancora così competitivo?

Angelo Paletta

Docente di management ed Innovation Manager

Angelo Paletta
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