Coronavirus: Decreto economico fallimentare per imprese e professionisti

MILANO -

Il Governo italiano ha predisposto un intervento davvero troppo deludente a sostegno dell’economia e la Borsa di Milano ha subito un crollo del 6,1%, la peggiore in Europa. Se non verranno attuati nuovi provvedimenti governativi dotati di soldi veri – e non solo di leve finanziarie tramite complessi meccanismi di garanzia e di crediti d’imposta – si sta ipotecando il fallimento di buona parte di aziende e professionisti della Penisola.

Le risorse complessive stanziate nel provvedimento sono 25 miliardi ma quelle per puntellare l’economia sono meno della metà. Sono stati rinviati i versamenti fiscali dal 16 marzo al 20 marzo per chi fattura oltre 2 milioni e al 31 maggio per tutti gli altri, come se questa lunga inattività – che pare verrà prorogata per tutto il mese di aprile – permettesse alle partite IVA di recuperare le gravi perdite che stanno subendo.

L’indennità prevista ammonta a 600 euro – meno del reddito di cittadinanza – e lo stanziamento non sarà nemmeno destinato a tutti i professionisti (ora esclusi, ad esempio, avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro),quasi non capendo che i costi di gestione di negozi, uffici e aziende sono per buona parte immutati, mentre tutti i ricavi sono stati azzerati dalla chiusura voluta dal Governo. Solo rapide iniezioni di liquidità nell’economia reale salveranno l’Italia e gli italiani da una prevedibile disfatta economica. Solo così sarà scongiurata una “Caporetto del 2020”. Oggi, al posto del perdente generale Luigi Cadorna e dei suoi aiutanti di campo, rischiamo di avere il presidente Giuseppe Conte e i suoi ministri assistiti dagli alti burocrati di Stato.

Anche in una situazione emergenziale per la sopravvivenza del sistema Paese, costoro continuano a non pagare i 53 miliardi di fatture certificate dal MEF a professionisti e imprese, nonché tengono bloccati oltre 155 miliardi destinati ai cantieri tramite cavilli amministrativi e pantani giudiziari (vedi il documento “Infrastrutture Strategiche e Prioritarie 2020”).

Gli italiani devono sapere che i soldi ci sono e a Palazzo Chigi pensano sia primario versare nel Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) la nostra quota di 125 miliardi. Tutti devono avere chiaro che il MES non è un “Fondo Salva Stati” e in questo ente l’Italia non ha rappresentanti mentre Germania e Francia ne hanno 4. In realtà il MES serve solo a salvare le banche tedesche zeppe di derivati tossici oramai sull’orlo del default aggirando le norme comunitarie sul bail-in (Direttiva 2014/59/UE). E chi crede che in Germania siano impeccabili, ricordi che sono tedeschi i recenti scandali sul Dieselgate e sull’Euribor.

Mentre i mass media nazionali incoraggiano a ripetere ogni giorno le psicoterapie di gruppo facendo cantare gli italiani sui balconi, il Governo guidato da Angela Merkel ha messo in campo 550 miliardi di euro per aiutare imprese e professionisti a superare la crisi pandemica. In spregio alle norme europee sugli aiuti di Stato, la Cancelliera tedesca ha pure garantito un suppletivo credito illimitato qualora servisse a sostenere e rilanciare l’economia. E la Commissione Europea tace.

La Banca Centrale Europea, non più guidata da Mario Draghi ma da Christine Lagarde, pare abbia smesso di osteggiarci solo dopo il forte e deciso intervento del presidente Sergio Mattarella che ha scritto: «L’Italia sta attraversando una condizione difficile […] Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l'azione». Solo i ciechi non vedono che siamo in una guerra economica dove non abbiamo solidarietà in Europa e potremmo subire un nuovo saccheggio del Bel Paese.

La mossa di Berlino consentirà alle aziende d’oltralpe, finanziate con risorse illimitate, di comprare i pochi ultimi gioielli italiani rimasti nella Penisola o, peggio ancora, di acquistare e immediatamente chiudere le nostre migliori imprese loro competitor per toglierle dal mercato unico europeo. Il Governo italiano forse pensa che il sistema produttivo nazionale ora equipaggiato con “scarpe di cartone” reggerà lo scontro con le aziende e i fondi di investimento teutonici finanziati dalla Merkel come novelle “divisioni panzer”?

Angelo Paletta

Docente di management ed Innovation manager

Angelo Paletta
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