Contributi a fondo perduto: la direttiva dell’Agenzia delle Entrate

MILANO -

Il Decreto Rilancio ha introdotto contributi a fondo perduto destinati alle imprese che hanno subito notevoli cali di fatturato a causa della crisi economica seguita a quella sanitaria da Covid-19.

A breve, l’Agenzia delle entrate pubblicherà il provvedimento con le procedure operative da seguire per la presentazione delle istanze di richiesta del contributo a fondo perduto delle imprese, e le informazioni in merito alla certificazione antimafia.

Secondo le ultime indiscrezioni, la domanda non richiederà l'immissione del dato preciso sulla soglia dei ricavi, ma solo la richiesta di indicare una "fascia" di ricavi. L’operazione sarà gestita dall’Agenzia che sta completando la piattaforma telematica su cui dovranno essere inoltrare le domande.

Dopo l’inoltro dell’istanza l’Agenzia delle Entrate compirà una verifica della correttezza dei dati indicati per procedere poi all’accredito sull’Iban fornito nel modulo.

Per questa procedura sono stati stanziati oltre 5 miliardi di euro e l’importo del contributo a fondo perduto è parametrato sulla base dei ricavi delle imprese: 20% se i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro nel periodo d’imposta 2019; 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400 mila e fino a 1 milione di euro nel periodo d’ imposta 2019; 10% per i soggetti con ricavi o compensi indicati al comma 3 superiori a 1 milione e fino a 5 milioni di euro nel periodo d’ imposta 2019.

Da questa misura sono al momento esclusi professionisti, lavoratori autonomi, commercialisti, consulenti del lavoro, tributaristi, avvocati.

RED
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