CGIA: la criminalità fra le PMI. In aumento le segnalazioni di riciclaggio (2)

MILANO -

Secondo l’Ufficio studi della CGIA, l’aumento delle segnalazioni di riciclaggio potrebbe trovare una sua “giustificazione” nel fatto che in questi ultimi anni gli impieghi bancari vivi alle imprese hanno subito una contrazione molto forte. Pertanto, non è da escludere che avendo ricevuto molti meno soldi dagli istituti di credito, tanti imprenditori, soprattutto piccoli, si siano rivolti a coloro che potevano erogare del credito con una certa facilità.

Tra il giugno del 2011 (picco massimo di erogazione dei prestiti bancari alle imprese) fino allo stesso mese di quest’anno, infatti, le aziende italiane hanno subito una stretta creditizia pari a 250,5 miliardi di euro (-27 per cento). Se nelle realtà economiche con più di 20 addetti la riduzione è stata pari a 196,7 miliardi (-26,1 per cento),nelle piccolissime attività con meno di 20 addetti la diminuzione è stata di 53,8 miliardi (-30,8 per cento).

La CGIA ricorda che una volta ricevute le segnalazioni, la Uif effettua degli approfondimenti sulle operazioni sospette e le trasmette, arricchite dell'analisi finanziaria, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza (NSPV) e alla Direzione Investigativa Antimafia (DIA). Solo nel caso le segnalazioni siano ritenute infondate, la Uif le archivia. Tra le 105.789 comunicazioni arrivate l’anno scorso alla Uif, 104.933 (pari al 99,1 per cento del totale) hanno riguardano operazioni di riciclaggio. Pochissime, invece, le “denunce” che hanno interessato la presunta attività di terrorismo e proliferazione di armi di distruzione di massa.

A livello territoriale le Regioni più “colpite” nel 2019 sono state la Campania (222,8 segnalazioni ogni 100 mila abitanti),la Lombardia (208,1) la Liguria (185,3) e la Toscana (184). Le realtà meno interessate, invece, sono state l’Abruzzo (115,7 ogni 100 mila abitanti),l’Umbria (110,3) e la Sardegna (86,6). In controtendenza il Piemonte (-0,5 per cento),la Toscana (-1,6 per cento),l’Umbria (-3,3 per cento) e la Valle d’Aosta (-4,3 per cento).

(Fonte: CGIA Mestre)

RED
Ricerca in corso...