Brasile: eldorado per le imprese italiane?

MILANO -

Il Brasile è un Paese che offre notevoli opportunità alle imprese italiane: 288 milioni di abitanti, un Pil di circa 1865 miliardi di euro, il 12% delle risorse mondiali di acqua a disposizione e, come rende noto il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, bandi di gara per € 36 miliardi nel settore energia.

Per dotare il Paese di infrastrutture, verranno stanziati fino al 2023 investimenti minimi all’anno da 70 miliardi di euro. Inoltre, verrà a breve presentato (pandemia permettendo) un pacchetto di riforme amministrative e fiscali di grande interesse per le imprese già presenti sul territorio e per quelle future.

Le imprese italiane in Brasile sono già 1200, contano circa 200.000 dipendenti ed esportano macchinari e attrezzature, meccanica di trasmissione, apparecchiature di imballaggio e medicinali.

Giacomo Guarnera, Founder di Guarnera Advogado spiega: “Il Brasile occupa l’8° posto tra le principali economie mondiali, presenta un sistema bancario con buoni fondamentali e una limitata esposizione alla finanza internazionale e un sistema economico con un forte focus verso le privatizzazioni. Nonostante l’elenco dei buoni motivi per investire in Brasile, non bisogna però sottovalutare alcune criticità tra cui le barriere doganali e normative; la fiscalità particolarmente complessa, con aliquote diverse da Stato a Stato per la stessa imposta e aspetti fiscali in continuo cambiamento; la forte burocrazia e l’alto costo del denaro, oltre al deficit infrastrutturale che pur essendo un’opportunità ha inevitabili conseguenze sulla logistica”.

Dal punto di vista della fiscalità internazionale, però, sono già stati conclusi accordi per evitare la doppia imposizione con diversi Paesi tra cui l'Italia, con la possibilità accredito/compensazione dell'imposta pagata.

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