464 pagine di Decreto Rilancio ed ecobonus al 110%

MILANO -

La prima bozza del decreto-legge era di 767 pagine. La bozza del Decreto Rilancio annunciata in TV non è ancora pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Il testo che gira è sceso a 464 pagine e per alcuni si tratta di un successo di semplificazione, anche se in realtà buona parte delle pagine sono state tolte per costituire un ulteriore decreto che – stando alle indiscrezioni – verrà pubblicato a giugno.

Agli occhi degli italiani, i burocrati sembrano vivere di complesse procedure amministrative e per conto dei politici, che oramai danno solo gli indirizzi, scrivono i testi con innumerevoli rinvii normativi che mettono in difficoltà anche gli avvocati e i commercialisti più esperti.

Tra le note positive del Decreto Rilancio si registra l’ecobonus, ossia un credito d’imposta del 110% per gli interventi edilizi. Il provvedimento consente alle famiglie italiane di ristrutturare gratuitamente i propri immobili aventi le caratteristiche specificate dall'ecobonus al 110%.

Tra i beneficiari risultano in elenco i condomini, gli Istituti delle case popolari, le persone fisiche aventi singoli appartamenti che non rientrino nell'esercizio di attività di impresa.

Le spese che considerate ammissibili alla detrazione fiscale sono quelle dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

I lavori di ristrutturazione che la legge contempla sono il “cappotto termico”, ossia l’isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l'involucro dell'edificio per almeno un quarto della superficie. Per ogni unità abitativa costituente l’edificio, il limite di spesa è fissato in 60.000 euro.

Oltre agli interventi edilizi veri e propri, l'ecobonus al 110% è utilizzabile anche per sostituire la caldaia con impianti centralizzati a condensazione per un limite di spesa fino a 30.000 euro per ogni unità abitativa componente l’edificio.

Stesso importo è consentito alle abitazioni unifamiliari sempre per la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati. Nel valore massimo devono essere ricompresi pure i costi per lo smaltimento e la bonifica della vecchia caldaia.

Il Governo ha considerato l’ecobonus anche per l’installazione di un impianto fotovoltaico, in una prospettiva di green energy.

Per poter beneficiare fiscalmente dell’ecobonus al 110%, gli interventi devono garantire un miglioramento certificato di 2 classi energetiche nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per l’intero edificio.

Infine, i beneficiari finali dell’ecobonus al 110% possono cedere il credito fiscale alle imprese edilizie, che a loro volta possono farselo liquidare da intermediari finanziari.

Angelo Paletta

Direttore Editoriale

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