11mila cooperative attive in Lombardia: -11% in 10 anni

MILANO -

Sono circa 11 mila le cooperative attive in Lombardia (erano quasi 19 mila nel 2018),di cui 1.820 sono le cooperative sociali (pari a circa il 16%). Costruzioni (3.461 cooperative, pari al 18%),trasporti e magazzinaggio (3.303, 17%) e servizi alle imprese (2.489, 13%) i settori dove si concentrano per lo più le attività cooperative.

Questi i dati contenuti nella Relazione informativa circa l’attuazione della l.r. 6 novembre 2015, n. 36 “Nuove norme per la cooperazione in Lombardia”, esaminata nei giorni scorsi dal Comitato di controllo e valutazione, presieduto da Barbara Mazzali (FdI) e da Marco Degli Angeli (M5S).

Dal documento, illustrato da Angelo Orsenigo (PD),emergono informazioni dettagliate riguardo alla situazione in Lombardia che vede occupati nel settore 18.656 addetti, concentrati per il 60% nella Città Metropolitana di Milano. Dai dati emerge anche che, negli ultimi 10 anni, il settore ha visto una contrazione dell’11%.

Capitolo importante quello che riguarda le cooperative sociali: 1.820 nel 2018, pari a circa il 16% delle cooperative attive, per lo più presenti nelle province di Milano (27%),Brescia (15%) e Bergamo (12%). Le cooperative sociali di tipo B, ovvero quelle che svolgono attività di varia natura (agricola, industriale, artigianale, commerciale o di servizi) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, si concentrano invece nelle province di Cremona e Brescia, con rispettivamente il 44% e il 40%.
In questo ambito, nel 2018, hanno trovato lavoro 793 persone con disabilità.

Dalla relazione si evince che in questi anni sarà fondamentale sostenere interventi di sviluppo del sistema cooperativo – ha dichiarato il vicepresidente del Comitato, Marco Degli Angeli (M5S) -. Alcuni effetti del Covid si vedranno nei prossimi mesi. Proprio per questo sarà fondamentale puntare maggiormente sulle cooperative sociali e, in particolare, su quelle che si occupano di persone svantaggiate, o costituite da giovani o lavoratori espulsi dal mercato del lavoro o nate da aziende in crisi. Vanno elaborati strumenti e forme di sostegno mirate e distinte sia per sostenere lo sviluppo delle cooperative già esistenti sia per agevolare la nascita di nuove, prevedendo anche un sistema di premialità per gli enti locali che si appoggiano a cooperative sociali”.

(Fonte: ITALPRESS).

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